Sintesi dell'intervento in Consiglio Comunale
Signor Presidente, Signori Consiglieri, siamo oggi chiamati tutti noi ad esprimerci sulla delibera più importante che una Giunta Comunale può portare in Consiglio, il principale documento che andrà a delineare chiaramente l'azione di governo di questa maggioranza e che in futuro ne caratterizzerà - di fronte agli elettori - il giudizio sul proprio operato. In materia di bilancio non bisogna mai farsi influenzare da convinzioni esclusivamente politiche: vi sono scelte che si prendono sui conti pubblici che non appartengono a nessuno schieramento se non a quello di tutti i cittadini, a quello dei contribuenti che pretendono che ciò che loro stessi finanziano sia amministrato con rigore e trasparenza, perseguendo criteri di efficacia ed efficienza e compiendo azioni improntate su una visione attenta e sempre lungimirante.
Il nostro gruppo non è sceso al facile gioco di maggioranza e opposizione per esprimere quindi a priori un giudizio negativo sul bilancio, bensì ha voluto fino in fondo studiarne tutte le sue parti – come lo stesso Assessore aveva auspicato – ha cercato di comprendere le cause e le motivazioni delle scelte prese ed ha provato a riconoscere queste come corrette e da condividere. Dopo il lungo lavoro svoltoSia in commissione, sia attraverso numerosi incontri con i dirigenti responsabili, abbiamo chiara la situazione che il nostro comune dovrà affrontare all'inizio del 2013. Non esprimiamo considerazioni personali bensì espliciti ed allarmanti indicatori di una esposizione finanziaria spropositata e dalla difficile riducibilità. Al 1 Gennaio di quell'anno infatti il nostro Comune si vedrà indebitato per oltre 46 milioni di euro! Un debito che in soli 5 anni cresce di quasi il 30%, ogni cittadino del nostro territorio avrà più di 1400 Euro di debito!
Inoltre, il rapporto fra le entrate correnti e gli oneri finanziari arriverà a sfiorare il 10%. Per far comprendere meglio questo dato a tutti noi mi permetto di confrontarlo con un indicatore di indebitamento analogo per una normale azienda, nemmeno poi troppo prudente. Ebbene per gli economisti già una situazione oltre il 5% indica chiaramente un punto di non ritorno! So bene che è un paragone non pienamente veritiero, tuttavia rimane forte la preoccupazione: cosa dovrebbe accadere se un giorno fra i criteri del patto di stabilità dovesse entrare, cosa non improbabile, anche un nuovo valore, più basso, di questo indice? Come possiamo far fronte ad una qualsiasi spesa imprevista di fronte ad una esposizione così pericolosa?
Già di per se, la copertura del bilancio per questo e i prossimi due esercizi sarà possibile tramite l'alienazione di beni pubblici. Come si può definire una politica lungimirante la svendita del proprio patrimonio per “fare cassa”? Parliamo di svendita perché non vi è stata prima una valorizzazione degli stabili bensì da un giorno all'altro cominciamo a liquidare importanti edifici del nostro territorio promettendo varianti urbanistiche, ed anche il gruppo del Partito Democratico lo ha evidenziato con un suo emendamento. Si evince ancor di più che si tratta di una svendita volta solo a coprire il buco di anni e anni di cattiva amministrazione notando come l'importo delle plusvalenze da queste vendite sia stato inserito non nel Titolo IV delle Entrate – come è stato fatto notare persino dalla relazione dei Revisori dei Conti – bensì nel Titolo III, permettendo così di utilizzare tale somma nuovamente per le spese correnti.
E non è nemmeno da considerare lungimirante la scelta intrapresa sulle entrate da violazioni al codice della strada. Difatti, tutta la parte liberamente fruibile di quel capitolo viene interamente destinata a coprire le spese correnti. Non parliamo di poche migliaia di ma di quasi 630mila Euro, per farci una idea il 5% circa rapportato all'entrate correnti, che vanno a coprire il buco di bilancio. Tutto ciò oltre a essere disdicevole dal punto di vista politico, pensiamo infatti che i proventi che derivano dalle multe debbano essere interamente reinvestiti sulla viabilità e la sicurezza stradale, è anche economicamente imprudente. Non soltanto infatti si tratta di una entrata aleatoria che ogni anno può subire variazioni, e quindi già di per se non utilizzabile per coprire le spese correnti, ma su queste determinate entrate sono state già annunciate revisioni da parte del Ministero degli Interni: pertanto è probabile che i proventi dalle sanzioni non vadano più ai comuni bensì ad altri enti! Come potrebbe fare il nostro comune in una situazione del genere? Eppure nulla può fermare questa inarrestabile ricerca di nuove entrate. Non basta infatti svendere il patrimonio immobiliare del comune, non è sufficiente usare le multe prese dai cittadini per fare cassa, non vi siete accontentati nemmeno di aver alzato gli oneri di urbanizzazione: avete persino pensato di aumentare le tariffe per le sepolture private nei cimiteri comunali! Nei nostri cimiteri che versano in una situazione catastrofica!
Ma ciò che ancora di più ci lascia fortemente in disaccordo con questo bilancio, è la solita scelta intrapresa dalla sinistra delle consulenze e degli incarichi esterni. Il nostro comune dispone di oltre 180 unità di personale proprio, ha una società in house di servizi per il cittadino che sfiora il centinaio di dipendenti, ha partecipazioni in tutte le principali società partecipate in Toscana, eppure ha l'esigenza di stimare addirittura 100mila Euro per lavori da affidare a professionisti esterni: francamente tutto ciò inammissibile!
Tutta questa grande opera di reperimento dei capitali infine per permettere al nostro territorio quale miglioria? Di quale importante infrastruttura beneficeranno i nostri contribuenti? Considerato l'esorbitante aumento delle entrate ci saremmo aspettati grandi cose dal piano degli investimenti e invece cosa vediamo? Vediamo la strada nuova davanti al comparto in F4 a La Fontina, dove vi siete ostinati di inserire una potenziale struttura commerciale con annesso parcheggio in una zona residenziale, chiaramente tutto ciò beneficio dei cittadini della frazione. Vediamo un milione e mezzo di Euro per coprire il buco di GeSTe, e nonostante questo nella relazione finale vi è scritto esplicitamente che se il comune non provvederà a fornire capitali anche nei prossimi esercizi l'impresa fallirà.
E poi assistiamo a quella che per noi è l'apoteosi di questo bilancio: l'acquisto della Tabaccaia per sede futura della Fondazione Cerratelli. Chiariamo subito la nostra posizione a riguardo: conosciamo benissimo il valore e il prestigio di una fondazione del genere, e condividiamo che ad essa bisogna dedicare attenzione: ma francamente consiglieri della maggioranza, dopo che abbiamo visto in questo ultimo anno l'aumento vertiginoso del ricorso in cassa integrazione, dopo aver assistito alla ricrescita della disoccupazione, era proprio necessario spendere oltre 2 milioni di Euro per sistemare vestiti teatrali? Con quale coraggio si dice che è un investimento strategico quando sul nostro territorio mancano teatri ed associazioni culturali di rilievo? Noi pensiamo che si poteva fare altrimenti, che si poteva ugualmente trovare una sede per questa fondazione ad un costo drasticamente minore. Ma soprattutto siamo fortemente convinti che non è certo da una fondazione, non è certo da 20mila vestiti teatrali che potrà esserci uno sviluppo per il nostro territorio.
In conclusione signor Sindaco e signor Presidente, di fronte a queste scelte in tema di bilancio non possiamo che esprimere forte la nostra contrarietà a questo progetto, a nostro avviso potenzialmente imprudente, privo di scelte a beneficio dei cittadini ma soltanto strabordante di indebitamenti ed investimenti inadeguati.
Alberto Cubeddu,
vice-Presidente 1^ Commissione Bilancio